L’Anima del Demone

Benvenuti. Vi accolgo oggi, come si deve, sul nuovo sito.
Questo è il primo articolo della nuova Anima del Mostro. Nulla verrà perso di quello che l’Anima è stata finora, ma quello che non era ancora stata, lo sarà a partire da qui.
Inizia la Fase 2, finalmente. Mentre il progetto continuerà a portare lo stesso nome, questa nuova fase sarà distinta come “Anima del Demone”.

Un mese fa, il 21 dicembre 2020, il sito ha visto la luce. L’ho condiviso sui social con minime indicazioni. Oggi vi dirò tutto quello che c’è da sapere.
L’articolo di oggi verrà pubblicato, con le opportune differenze, anche sul blog, in modo che chiunque passi di lì venga informato. Chiariamolo fin da subito: il blog resterà aperto, con tutta l’attività svolta finora. I nuovi articoli, come linea d’azione principale, saranno pubblicati soltanto qui sul sito, anche se questo non esclude totalmente la possibilità che qualcosa arrivi anche lì.
L’attività dell’Anima si è evoluta da sola, rispetto alle previsioni e alle aspettative iniziali, e non avrebbe senso limitarla: in base alle decisioni e agli sviluppi che avverranno nel corso del tempo, potrei decidere di distinguere i contenuti, e decidere di metterne alcuni anche, o solo, sul blog. Vi raccomando, come sempre, di seguire anche le pagine social, su Facebook e Instagram, dove si è svolto il grosso dell’attività degli ultimi anni.
Inizialmente avevo scritto su queste ultime che il sito avrebbe contenuto solo una selezione di articoli, la cui scelta mi avrebbe anche permesso, man mano, di stabilire se portare tutto o se lasciare una parte, ad esempio i post più vecchi e meno elaborati, soltanto sul blog; ma poi ho scoperto la funzione di WordPress che mi ha permesso di caricare il backup di tutto quello che c’era sul blog, motivo per cui, attualmente, si trova tutto anche qui, e ho rimandato la decisione di escludere quei vecchi post. La mia decisione definitiva deve ancora sopraggiungere, ma, per adesso, qui sul sito rimane tutto.

Anzû contro Ninurta, parete del tempio di Ninurta a Nimrud, risalente all’865-860 a.C, e oggi visibile al British Museum di Londra.

Vi starete chiedendo: cosa cambia adesso?
In primo luogo, cambia l’estetica. Il sito permette una maggiore personalizzazione delle grafiche e delle presentazioni dei contenuti. Nella forma attuale la soluzione non è ottimale, io stesso preferisco lo stile cui vi ho abituato -e mi sono abituato- negli anni sul blog, ma nel giro di un po’ di tempo riuscirò a creare qualcosa di molto più efficace. E non sarà soltanto per via del sito, che l’estetica cambierà.
La cosa più importante, però, è che cambieranno i ritmi: ho continuato l’approccio del post (più o meno) settimanale fino alla fine della Fase 1, perché volevo che questa rimanesse omogenea e unitaria nei suoi aspetti, fino al centesimo post, in modo da cambiare una volta conclusa. Le condivisioni sui social sono nate per poter postare contenuti in modo più regolare e ricorrente rispetto al solito, e per coprire più argomenti e occasioni.
Da oggi in poi, seguiremo un altro approccio: i contenuti del sito saranno organizzati in serie di ordine di grandezza diverso. Ci saranno gli articoli lunghi, in continuazione con i post settimanali, che continueranno a uscire di giovedì. Ci saranno gli articoli brevi, con cui portare qui le ricorrenze, gli anniversari e gli argomenti circostanziati, con in più, rispetto ai social, la possibilità di disporre immagini e link in modo libero. E ci saranno anche articoli di altro tipo, che non vi svelo ancora, ma che, quando cominceranno, daranno vita a un’intera nuova sezione del sito.

Statuina del demone assiro Pazuzu, 1800-800 a.C., Università di Tubinga, Germania.

Infine, avrete qualche domanda di lore. Proviamo a parlarne.
Il nome “Anima del Demone”, che non è un riferimento a Demon’s Souls -e ovviamente non sarà un’opzione che potrò usare come titolo, quando deciderò di scriverci un articolo, se mai avrò la buona fortuna di giocarlo in una delle sue versioni-, e che contiene un’allusione a un oggetto della mitologia di Warcraft, che dava il titolo al secondo dei tre romanzi di Richard A. Knaak sulla “Guerra degli Antichi”, una delle saghe letterarie della mia preadolescenza, serve a distinguere il fatto che, adesso, ci troviamo in una fase di Anima più avanzata della precedente. Se “mostro” è una definizione estremamente estesa, e se il suo significato resta il principale oggetto della nostra ricerca, demone ha un significato più preciso, quello di una creatura a metà tra la dimensione umana e quella divina; come mostro, è una categoria virtualmente estendibile all’infinito, a seconda di cosa stabiliamo come divino e di quale è la distanza tra questo e la nostra definizione di umano. Se tutti i demoni possono essere considerati mostri, e forse non tutti i mostri possono essere considerati demoni -ma un numero estremamente alto, se sapientemente interpretato, rientra nella nostra definizione-, molte opere narrative moderne utilizzano la categoria dei “demoni” per legare a un determinato sistema, che evidentemente pone determinate necessità, un complesso di categorie minori ed esemplari così differenti tra loro, e così lontani da ogni definizione misurata, per non dire dottrinale, di ciò che significa demone. Per essere meno criptico, è quello che succede quando in Devil May Cry sono “demoni” anche lucertole antropomorfi, ragni giganti e uccelli malformati; o quando, in Shannara, sia i draghi che i troll e i goblin sono considerati “Demoni”. Significa l’esigenza di inserire nella storia i mostri, i devianti, le forze chimeriche del Caos informe, e di spiegare perché siano lì. Sistemi di pensiero enciclopedici e universali, come le grandi religioni monoteiste, trovano un posto per ogni elemento della realtà e della conoscenza, ed è così che l’insieme dei mostri dei miti e delle tradizioni più antiche sono integrabili in quanto demoni, maledetti, progenie di unioni proibite tra angeli e uomini, eccetera eccetera.
Significa che da oggi parleremo solo di quello che può essere considerato un demone? Assolutamente no, anche se, qualora prendessi una decisione come questa, probabilmente continueremmo a parlare delle stesse cose. Significa segnalare che stiamo compiendo un percorso, e che la nostra metà è andare sempre più in alto, verso la divinità e i misteri più oscuri ed elevati, rispetto ai quali, in confronto a prima, adesso ci siamo sollevati in volo.
Non credo che “Anima del Demone” sarà un termine che adopererò spesso, né uno che metterò in evidenza. Sappiate voi, semplicemente, che adesso ci viviamo dentro.

Rodan, il “Demone del Fuoco”, concept tridimensionale per Godzilla: King of the Monsters, di Mauricio Ruiz: https://www.artstation.com/mauricio_ruiz_design


A proposito della copertina: quando ho creato L’Anima, l’immagine con cui l’ho battezzata era un’illustrazione di John Howe della lotta tra Grendel e Beowulf. In un certo senso, il personaggio che più di ogni altro ho avuto in mente ogni volta che ho menzionato il mio “Mostro” è sempre stato Grendel, e credo lo rimarrà sempre. Ma voglio cominciare questa nuova fase sotto un lieto auspicio. L’ho chiamata Anima del Demone: che sia il Flagello di Durin, il Balrog, ad annunciarla e rappresentarla.
Attenti a voi: non volete perdervi quello che sta arrivando. A cominciare dal fatto che, giovedì prossimo, sarà la prima luna piena dell’anno.

Gandalf e il Balrog, John Howe.

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