Bakunawa, il drago che divora la luna per amore del bello

Questa settimana viene benedetta -o alcuni direbbero che viene maledetta- da un evento celeste il 27 luglio: l’eclissi lunare più lunga di questo secolo, in cui la luna si tingerà di rosso.
Amo la luna, e la amo quando si colora di sangue, ma ora come ora non potrei dire più di tanto, al più raccogliere storie e racconti degli antichi attraverso un processo che mi richiederebbe più tempo di quanto ne abbia, considerando anche che al momento sono in viaggio. Mi piacerebbe farlo, ma mi piacerebbe ancora di più poterlo fare e contemporaneamente, grazie a delle solide nozioni di astronomia, studiare come nei miti e nelle storie siano contenute le osservazioni degli antichi su questi fenomeni, in modo di non limitarci a raccontare, ma avvicinarci a comprendere. Spero di poterlo fare in futuro.
Ma non voglio rimanere in silenzio davanti a un’eclissi come questa. E dunque, per fare la cosa che so fare meglio, vi racconterò la storia di un mostro, un mostro affascinante, potente, misterioso, il più adatto che esista quando si tratta di fenomeni del genere.
Il mostro si chiama Bakunawa, e appartiene alla mitologia delle Filippine, di cui vi assicuro che, prima di scoprire questo splendido essere, ne sapevo tanto quanto la maggior parte di voi adesso.
Il Bakunawa è un gigantesco drago alato che divora la luna.
Il suo nome dovrebbe derivare da *ba(ŋ)kuq, piegato, e *sawa, serpente, parole del proto maleo-polinesianico occidentale.
La descrizione più ricorrente pone indicazioni precise: il Bakunawa ha la bocca grande come un lago, la lingua rossa, bargigli, branchie, filamenti sui lati del corpo e due paia di ali, un paio grande e del colore della cenere, l’altro piccolo e posto sotto il suo corpo. Una creatura acquatica, dunque, i cui dettagli possono farci pensare a un pesce lacustre accresciuto attraverso le storie, le cui pinne sono state trasfigurate in ali dalla narrazione. Ma da queste parti preferiamo prendere alla lettera i racconti dei mostri.

https://www.deviantart.com/jrldorado/art/Bakunawa-The-Filipino-Dragon-298473522
Il Bakunawa era ritenuto l’origine delle piogge, dei venti, dei terremoti e anche delle eclissi.
Secondo un mito, in principio vennero create sette lune, poste in cielo da Bathala, il signore dell’universo. Il serpente, affascinato dalla loro bellezza, emerse fragorosamente dall’oceano, spalancò le fauci e le inghiottì tutte e sette. Quella era la sua reazione al sentimento che esse gli avevano suscitato, per quanto brutale, e personalmente mi commuovo e provo un sentimento di comunione, quando nelle storie i mostri provano desiderio nei confronti della bellezza.
Divorare le lune pose inimicizia tra lui e Bathala, come tra ogni signore del cielo e ogni drago cosmico che si rispettino, del resto.
Gli uomini e le donne delle Filippine presero allora i loro strumenti, le loro pentole e le loro padelle, e scatenarono un baccano per fargliele sputare, o forse per distrarlo in modo da poterlo uccidere e tirare fuori le lune. Ma non ho trovato storie che ne menzionino la morte.

Si racconta altrimenti che il Bakunawa avesse una sorella, che assumeva le sembianze di una gigantesca tartaruga marina. Conformemente a questa natura, la dea si recava periodicamente sulle coste delle isole Filippine per deporre le sue uova, e ogni volta che ciò accadeva, il mare le veniva dietro spinto dalla sua enorme massa. Gli abitanti dell’isola si convinsero allora che così facendo la tartaruga avrebbe finito per far sprofondare la loro isola, e alla prima occasione, com’essa fu sulla spiaggia, la uccisero senza pietà.
Bakunawa lo venne a sapere, e si infuriò violentemente. Emerse dalle onde come fosse il giorno della fine del mondo, e divorò la luna non appena se la vide davanti. Gli isolani allora pregarono Bathala perché li salvasse e uccidesse il drago, ma egli non volle farlo; disse loro piuttosto di radunare le loro pentole e le loro padelle per far rumore, sicché il Bakunawa sputò la luna e sparì nuovamente per non farsi più rivedere.

Conosco una terza storia. Il Bakunawa inizialmente dimorava sulla terra, e aveva una casa. Si innamorò di una ragazza umana, appartenente ad una delle tribù dei nativi, e per qualche tempo i due riuscirono a tenere segreto il loro rapporto. Poi, un giorno, il capo della tribù lo scoprì, e disgustato fece bruciare la loro casa. Adirato, il Bakunawa si sollevò in cielo per divorare le sette lune, e vendicarsi in questo modo, ma quando fu sul punto di divorare anche la settima, Bathala si fece avanti e lo scacciò, bandendolo per sempre ed esiliandolo in mare. Così, si racconta che ogni eclissi sia un tentativo di Bakunawa di tornare sulla terra, alla ricerca dei suoi cari di un tempo.

Il Bakunawa di “A Book of Creatures”,
 https://abookofcreatures.com/2017/04/07/bakunawa/

Secondo i Bicolani, un particolare gruppo etnico filippino, Bakunawa è invece una femmina, una dea marina, pur sempre con le fattezze di serpente e causa delle eclissi lunari. Una notte, la dea vide il dio lunare Bulan, e si innamorò di lui. Si trasformò in un drago-anguilla per poterlo inghiottire, ma non vi riuscì, perché Bulan fu salvato da un’altra dea lunare, Haliya. Si dice dunque che durante ogni eclissi Bakunawa tenti di divorare Bulan, e ogni volta questi sia puntualmente salvato da Haliya. A ciò corrisponde anche una pratica rituale del popolo, che con canti e rumori aiuta Haliya nella sua lotta contro il dragone.

Mettendo a confronto queste storie, vediamo il ricorrere di alcune alternative, come il numero di lune che a volte sono sette e a volte solo una, l’attrazione per la luna in quanto tale o la sua pernosificazione in essere umano/divino. Alla fine, per me, si tratta sempre di un mostro gigante che vede il Bello, e che nel momento in cui lo vede lo desidera. In questo, non è diverso da chi, tra di noi, prova lo stesso davanti alla Bellezza. Il suo relazionarsi a questa bellezza è tragico, la sua stessa esistenza, nelle storie che noi umani raccontiamo su di lui, si connota della tragicità delle sue dimensioni, per riprendere le famose parole di Ishiro Honda sul suo Gojira: lui, o lei, mangia, inghiotte, ciò che gli piace, o di cui si innamora.
È questo che gli suscita il bello, questo che gli suscita la luna. Possa lui ottenere la misericordia che a noi mortali l’amore del bello non concede, anche se sembra che valga così anche per lui.

Si tramanda una canzone in lingua Hiligaynon che si faceva cantare tempo fa ai bambini durante le eclissi.

Ang bulan namon sang una, sang una     La nostra luna tanto tempo fa, tanto tempo fa
Guin ka-on sang bakunawa                     Venne mangiata dal Bakunawa
Malo-oy ka man, i-uli, i-uli                     Per favore abbi pietà, restituiscila, restituiscila
Korona sang amon hari.                     La corona del nostro re.

Una testimonianza recente è il libro “The Dragon and the Seven Moons”, raccontato da Joanne de Leon, tradotto da Yuko Saito.
“Long ago, there were seven moons
that waxed and waned together.
The people treasured them as jewels in the sky
from the supreme god, Bathala.
Down in the sea,
lived an enormous dragon called Bakunawa,
the god of darkness and despair.
One night, while looking at the moons,
he thought, “The moons are so cool and smooth.
Their brightness could light the bottom of the sea.
I wonder if they are as delicious as they look?”
Bakunawa decided he had to have a moon.
“There are so many moons
no one should notice one missing,” he thought.
With a mighty leap he flew from the sea
and swallowed one of the moons.
Bakunawa proudly swam
with a glowing moon in his stomach.
As he swam, the moon moved in his body
tickling him and making him smile.
But soon, he noticed
that the moon was melting away like candy.”
Qui accanto il sistema di rotazione bakunawa, proveniente dal “Signosan” di Mansueto Porras (1919): la rotazione del corpo del serpente indica le fasi del ciclo lunare, come parte di alcuni riti sciamanici.
Passiamo ora alle sue apparizioni nella cultura moderna.
Il caso più celebre per noi occidentali sarà probabilmente la carta di Hearthstone, popolare gioco Blizzard, nominata “Baku the Mooneater”.
Menzioni al nostro si trovano anche nei giochi “EverWing” e “Freedom Planet 2”.
Abbiamo un episodio del cartone animato “Alamat”, intitolato “Kuwento ng Bakunawa at ng pitong buwan”, dove si racconta di un ragazzino di nome Bulan che grida al Bakunawa nella stessa maniera in cui Pierino gridava al lupo. Qui Bakunawa ha un aspetto più classicamente draconico, con un lungo corpo rosso da drago orientale e due piccole ali; ha inghiottito la luna, che brilla attraverso il suo ventre.

Il video ve lo lascio qui, badate che è in filippino senza sottotitoli (ho dato un’occhiata e ve l’ho un po’ riassunto).

Qui invece ho voluto inserire le versioni del progetto “Bakunawa – The Moon Eater” di Darrel Paul, da ArtStation. Il suo è un design draconico originale, perfetto per un boss videoludico.

“Bakunawa – The Moon Eater”, progetto di Darrel Paul
da ArtStation: https://www.artstation.com/artwork/VVLY8
https://www.artstation.com/artwork/VVLY8
https://www.artstation.com/artwork/VVLY8
Vi lascio poi questo video, di cui la descrizione non dice assolutamente nulla, ma che ho trovato splendido. Mostra Bathala che crea un grande albero, sul quale vengono poste le lune, e poi mostra il Bakunawa come un drago marino che nuota tranquillo e leggero. Dentro una delle lune c’è una ragazza, e quando la vede, rimane con la bocca aperta.

Mi vengono in mente i versi adorati del mio Eminescu:

Lo vede oggi, lo rivede,
Cosi il desio spunta;
Pur lui, mirandola da tanto,
Di lei si innamora.

(Espero (Luceafărul), Mihai Eminescu, traduzione di Geo Vasile.)

Lei allora lo invita ad avvicinarsi, e il Bakunawa, affascinato, le corre incontro, ma nell’arrampicarsi sull’albero che sostiene le lune, ne fa cadere una involontariamente, attirando l’attenzione di Bathala. Il Bakunawa ha pochi, dolcissimi istanti insieme alla ragazza, prima che il signore del cosmo scagli la sua arma contro di lui. Il drago precipita in mare, affondando, dopo aver assaporato l’amore solo per qualche momento, spirando senza doverlo rimpiangere, mentre la ragazza, sola, si agita e distrugge definitivamente l’albero, che il peso del drago aveva già danneggiato. Rimane così questa sola luna, sospesa nel cielo.

Si conclude qui questo breve ma importante post, dedicato a questo singolo, straordinario mostro. Scoprire un mostro, per me, significa sempre scoprire, nel peggiore dei casi, una nuova opera d’arte, molto spesso un nuovo amico, e, nel migliore dei casi, un modo nuovo per parlare di me stesso, per raccontare me e la mia storia. Il Bakunawa appartiene a questa terza possibilità. Sono davvero felice di aver scoperto il mio sentimento di Sehnsucht verso la bellezza, un po’ della mia malinconia e anche un’immagine del mito del divoratore, che mi affascina molto, in un drago, un grande drago alato, la cosa che preferisco al mondo. Se in lui vi siete trovati anche voi, questo sarà un dono più grande e una comunione per me e per voi. Pensiamo a lui, da ora in poi, quando guardiamo il cielo, il mare, e naturalmente, soprattutto, nelle nostre prossime eclissi. Pensiamo alla bellezza e al potere di ognuna di queste cose. Pensiamo alla pietà che dobbiamo verso ogni elemento del mondo. E poi, se possibile, voliamo anche noi a prendere ciò che più bramiamo e che più ardentemente ci chiama a sé, sia perché buono o semplicemente perché straordinariamente bello, sia su questa terra alla nostra portata, o sia la luna stessa, forse meno raggiungibile; ma anche se mai ci dicessero che non la possiamo raggiungere, non dovremmo smettere di provarci. Forse un giorno riusciremo a prenderla per sempre.

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