Ghost Rider I – Chi è Ghost Rider?

Premessa: un post su questo argomento era in programma da quando il blog è nato, e l’ho semplicemente rinviato in attesa del momento adatto. La nuova stagione della serie Agents of S.H.I.E.L.D. incentrata su un Ghost Rider è il momento adatto. Il materiale su cui riflettere è comunque tanto, così ho deciso di dividerlo in due parti, se non tre. I post su Ghost Rider non saranno uno dietro l’altro, ma inframezzati da altri.

Una decina d’anni fa davano, su Italia 1 la domenica mattina, gli episodi della serie a cartoni animati de “L’incredibile Hulk”, che seguivo, quando possibile, con grande entusiasmo.
Un giorno vidi un episodio contenente il cameo di un personaggio Marvel che non avevo mai visto, e che, diversi anni dopo, mi avrebbe cambiato la vita: la scena mostrava un’autostrada in cui, improvvisamente, faceva la sua comparsa un motociclista con un teschio circondato dalle fiamme e una scia di fuoco a segnare il suo passaggio. Rick Jones, il giovane amico di Hulk, spettatore di questa apparizione, esclamava dopo averla vista passare «Quell’essere è certamente venuto fuori dall’Inferno!».

Sì, questa fu la prima volta che vidi un Ghost Rider.

Non dico che mi spaventai, perché quando mi spaventavo cambiavo canale…però rimasi stupito. Che cosa spaventosa era quella che avevo appena visto? Non era come le altre, sia pur mostruose, creature che combattevano Hulk o l’Uomo Ragno, aveva un elemento estraneo, qualcosa che trasmetteva un desiderio narrativo diverso da quello all’origine degli altri supereroi. Quel personaggio non era legato alla scienza o alla fantascienza come gli altri, ma a qualcos’altro. E soprattutto, non condivideva le stesse idee che stanno a monte dell’eroismo, fatto di bellezza o comunque possanza tali da esprimere sicurezza. Questo faceva paura e basta. Teschio uguale morte, nero uguale male, e il fuoco su un motociclista può accompagnare solo. Infatti pensavo fosse un cattivo.
Quando poi, nel 2007, uscì il film “Ghost Rider” con Nicolas Cage, rividi nelle pubblicità quel personaggio, e mi sembrò una grandissima contraddizione: perché aveva un film dedicato a sé, in cui era il protagonista, come gli altri eroi Marvel che debuttavano al cinema in quegli anni, quando in realtà lui era…ebbene, che cos’era? Ero quasi sicuro che fosse un villain, un personaggio diabolico che compariva ogni tanto per seminare il terrore come aveva fatto con me. Non ne avevo conferme, certo; ma quando scoprii che era addirittura l’eroe, molte delle mie certezze vennero messe in discussione.

Ghost Rider – La strada per la dannazione #1 (2005)
cover di Clayton Crain

È stato circa tre o quattro anni dopo che, grazie a Internet e a una crescente curiosità sull’universo Marvel Comics, ho potuto approfondire la conoscenza di Ghost Rider e scoprire che è uno dei buoni, comparso in molti fumetti e con una vita editoriale delle più infelici. E infine, nel 2011, sono entrato in fumetteria, ho detto “vorrei leggere qualcosa di Ghost Rider”, e sono tornato a casa col primo fumetto di supereroi che abbia mai comprato, il primo di una collezione che è ancora in corso e che occupa una discreta porzione della mia libreria.
Adesso posso rispondere alla domanda iniziale: cos’è quella cosa spaventosa?
Quella cosa spaventosa è Ghost Rider, ed è una delle cose più singolari che siano mai accadute nella storia del fumetto.
Ghost Rider è la creazione, sempre a livello fumettistico, che meglio comprende gli elementi che cerco in una creatura/storia incentrata su una creatura ideata dall’uomo. A un livello che non so neanche se riterrei possibile, se non l’avessi visto.
Ghost Rider è uno dei personaggi più potenti dell’universo Marvel, uno di quelli dal vissuto peggiore, e non lo sa quasi nessuno.

La prima apparizione di Ghost Rider,
su Marvel Spotlight nel 1972

La storia si trova narrata nel dettaglio in tanti siti di fumetti (molti dei quali in realtà non vanno molto oltre le origini), e viene accennata praticamente in quasi tutte le sue storie, molte delle quali cominciano con lui o qualcun altro che la racconta, un po’ come se gli autori immaginassero che ogni volta ci fossero nuovi lettori ad affacciarsi su questo personaggio senza conoscerlo. Il che non è molto lontano dal vero.
In breve, Johnny Blaze, motociclista e stuntman orfano dei propri genitori naturali e della madre adottiva, vende l’anima al diavolo per ottenere la guarigione dal cancro del padre adottivo, e quando questi, inconsapevole di essere guarito, muore nell’acrobazia in moto che aveva allestito per andarsene con dignità (un salto al di sopra di una fila di limousine, poi affrontata con successo da Johnny) il diavolo si ripresenta per reclamare quell’anima; Roxanne, figlia dei suoi genitori adottivi cui Johnny è legato sentimentalmente, irrompe in quel momento scacciando il diavolo con la purezza della dichiarazione del proprio amore per Johnny, ma il maligno, prima di sparire, lega Johnny a un’entità sovrannaturale che, da quella notte in poi, lo trasformerà in Ghost Rider. Le prime storie vedranno i tentativi del diavolo di ottenere l’anima di Johnny attraverso i suoi emissari, mentre, più avanti, Ghost Rider si configura come una sorta di cacciatore di taglie per conto dell’Inferno.
I dettagli di questa storia sono cambiati più volte attraverso il lavoro di molti scrittori, alcuni bravi, altri meno: per esempio, la prima versione identifica il diavolo come Satana, ma con l’evolversi dell’universo Marvel i personaggi infernali aumentano, e così il nemico di Ghost diviene Mephisto, antagonista anche di Silver Surfer e Daredevil. Allo stesso modo, anche l’entità cui è legato Johnny cambia a seconda delle storie: tradizionalmente è un demone di nome Zarathos, un potentissimo divoratore di anime controllato da Mephisto, che in diverse storie si manifesta come antagonista di Ghost Rider.

Cosa attira di Ghost Rider? Uno scheletro in fiamme che guida una moto? Questo basta per apprezzare la sua prima incarnazione, quella comparsa nella serie a fumetti durata dal 1975 al 1981, terminante con Johnny che riesce a liberarsi dalla maledizione e a sposare Roxanne.
Poi ci sono il giubbotto di cuoio, le borchie, le catene, il look Heavy Metal: questi si aggiungono all’aspetto di Ghost a partire dal 1993, quando il fumetto viene  rilanciato e il protagonista è Daniel Ketch, un ragazzo in fuga da malviventi che trova in un cimitero una moto, con un medaglione in cui è contenuto un nuovo essere sovrannaturale che lo trasforma nel secondo Ghost Rider. In questo periodo viene ampliato il mondo di questo personaggio, con nuovi nemici e un complesso antefatto, e cambia il suo ruolo: la trasformazione avviene quando una persona innocente nelle vicinanze viene ferita o uccisa da qualcuno, e il ruolo di Ghost è quello di vendicarla. Ghost Rider è lo Spirito della Vendetta, e il suo potere principale è lo Sguardo di Penitenza: afferrata la vittima, essa viene costretta a guardare nelle vuote orbite del teschio avvolto dalle fiamme, e attraverso quelle fiamme sperimenta su di se tutto il male che ha fatto alle altre persone, ogni dolore, ogni peccato. Lo Sguardo non è mortale (con qualche eccezione), ma lascia un segno che non potrà mai essere dimenticato sull’anima dei malvagi, distruggendo la loro psiche e stravolgendo la loro vita.

Ghost Rider- Daniel Ketch

La creatura che si unisce a Daniel, si scoprirà, è lo spirito di Noble Kale, un puritano vissuto nel XVII secolo che, come Johnny, è stato maledetto e trasformato dalle potenze infernali nel primo Ghost Rider. A sua volta questa maledizione comporta un’eredità che pesa su Daniel, su Johnny Blaze, che compare in questa serie fin dai primi numeri e scopre più avanti di essere il FRATELLO maggiore di Daniel, e su un altro interessante antieroe, Michael Badilino alias Vengeance, nemesi di Ghost Rider. Vengeance ha catene fatte di ossa, costole protundenti attraverso il giubbotto e lunghe zanne sul teschio infuocato, nasce in seguito a un patto con Mephisto finalizzato a ottenere vendetta proprio contro il Ghost Rider, e dopo diversi scontri cruenti ne diviene alleato, un po’ come Venom per l’Uomo Ragno.
Questa serie dura 93 numeri e resta priva di conclusione dal 1998 al 2007, quando viene scritto il 94esimo e ultimo numero. Seguono altre due miniserie in cui il Rider torna ad essere Johnny, che viene poi trascinato all’Inferno e ci rimane alcuni anni (da segnalare il fatto che non viene raccontato il come, se non in dei flashback diversi anni dopo, sicché abbiamo una miniserie in cui è in giro sulla terra bel bello e la miniserie dopo in cui lo ritroviamo là). Una di queste, La strada per la dannazione, è una delle migliori storie di Ghost Rider, affidata a un grande autore del fumetto, Garth Ennis, e a Clayton Crain, mago dell’illustrazione digitale dallo stile oscuro. Infine, riprende una nuova serie nel 2007, più o meno in concomitanza col film, e in questa Johnny acquisisce l’aspetto moderno con cui è attualmente conosciuto, con le catene, le borchie e i poteri di Daniel, incluso lo Sguardo. La nuova serie è la prima che abbia letto, e l’unica che abbia letto per intero. In questi 35 numeri, contemporaneamente ai quali è uscita un’altra interessante miniserie ambientata alla fine della Guerra di Secessione, Johnny si libera dall’Inferno e affronta una sorta di guerra personale contro Lucifero, evaso insieme a lui, nel ciclo di Daniel Way, durante i quali si assiste a una totale reinvenzione della sua mitologia: qui l’anima di Johnny è stata segretamente legata dall’angelo malvagio Zadkiel a uno Spirito della Vendetta, un genere di angelo estremamente potente creato da Dio per punire i malvagi sulla terra e vendicare gli innocenti. Johnny intraprende così una nuova corsa per la vendetta contro il Paradiso, nella quale è osteggiato e poi aiutato anche da Daniel (con spettacolari sequenze che mostrano due Ghost Rider insieme). 

Ghost Rider – L’ultima battaglia, che giunge al termine di una lunga saga, e che è, appunto,
la prima storia di Ghost Rider che ho letto.
All New Ghost Rider

Finita questa, la vita editoriale di Ghost Rider ha ripreso ad andare avanti a sorti alterne, qualche serie che non arriva neanche a dieci numeri, qualche comparsa su altre testate, squadre occasionali con altri antieroi oscuri. I nomi più importanti sono quelli di Alejandra Jones, una ragazza del Nicaragua che viene legata a Zarathos (sì, la storia di Zadkiel se l’erano dimenticata) finché Johnny non recupera i suoi poteri, e Robbie Reyes, il protagonista di All New Ghost Rider. Robbie è un ragazzo delle strade di Los Angeles, alle prese con bulli, criminali e un fratello disabile, che una notte si ritrova in mezzo a una sparatoria con una macchina rubata, e viene ucciso. Anche la sua anima si lega a quella di qualcun altro, e Robbie rinasce con il potere di trasformarsi in un essere con il teschio di metallo e una macchina sovrannaturale. A differenza degli altri, Robbie non è legato a un demone o a un angelo, ma all’anima di un uomo, un serial killer satanista che si scoprirà essere il suo stesso zio.
E se non ci scherzo sopra è solo per non allungare troppo il post, ma fate come se lo stessi facendo.
Ora, fra tutte queste incarnazioni, quella che è stata scelta per il Marvel Comics Universe, l’universo condiviso da tutti i film e le serie TV dei Marvel Studios, è proprio quest’ultima. Robbie Reyes è comparso fin dal primo episodio della quarta stagione della serie Agents Of S.H.I.E.L.D., prendendo, per ora, direi pure per sempre, il posto di Johnny Blaze come Ghost Rider ufficiale dell’universo cinematografico, di Ghost che incontrerà altri personaggi, di Ghost noto al grande pubblico che si approccerà a lui con questa serie (che è comunque migliore dei due film con Nicolas Cage, di cui, forse, parlerò un’altra volta). Pensavo di dedicare questo post a come, nonostante le differenze, l’idea di Ghost Rider, il suo potere nel nostro immaginario, sia forte in tutte le sue incarnazioni, ma raccontare la storia, in preparazione di altri discorsi, richiede già molto spazio.

Quando mi sono approcciato a Ghost Rider, l’ho fatto perché ero incuriosito dal contrasto fra il suo aspetto inquietante -non solo perché mostruoso, ma anche perché esso denota espressamente violenza e pericolosità- e il suo essere, almeno sulla carta, un eroe. Adesso ho conosciuto la sua storia, e se non fosse per come essa si è legata a me, non potrei parlare di lui come del mio eroe preferito.
La storia di Johnny Blaze è la storia di un uomo che compie uno sbaglio capitale per fare quello che ritiene bene, che ne paga le sofferenze, e che si trova ad affrontare l’Orrore nelle sue manifestazioni peggiori, fra demoni, assassini e catastrofi mistiche, con riluttanza e disprezzo, senza tuttavia ritirarsi. Le prime storie lo mostrano giovane e pieno di vita, come gli altri eroi Marvel, ma il Johnny Blaze con cui sono cresciuto io è un uomo maturo: dopo aver perso la famiglia adottiva e aver affrontato l’Inferno in più occasioni, è riuscito a formarne una nuova e a vivere senza la maledizione, e non è mai rimasto, ciononostante, libero da essa: nel momento in cui scopre che c’è un nuovo Ghost Rider in circolazione (Daniel Ketch), molla tutto per andarlo a cercare e uccidere, e quando comprende che il nuovo Ghost è uno spirito di giustizia, resta con lui per accompagnarlo e guidarlo; fino alla morte di sua moglie e dei suoi figli, avvenuta per mano di uno dei suoi nemici, fino a venire imprigionato all’Inferno, ad uscirne e a ricominciare ad affrontare il male sulla terra. Com’è l’interno di un uomo con questo vissuto?

Ghost Rider, La strada per la dannazione #6, Clayton Crain

Parliamo di un uomo rotto, che ha perso, è senza l’anima, ha costruito cose per vederle cedere, e dalla sua ha un potere…un potere? Il potere in questione è una presenza non umana che lo agita dall’interno, si scatena appena percepisce segni di peccato, che per scatenarsi dà fuoco alla carne del suo ospite ed esegue, attraverso il suo corpo, atroci castighi sui colpevoli. Un potere che è stato creato per vendicare il male già fatto, non pensato per prevenirlo. Ebbene, questo è un uomo che ha dentro di sé un buco nero che lo risucchia, ma che, nonostante ciò, sceglie, mai senza aver prima protestato e tentato di ribellarsi, di fare la cosa giusta. Che potrebbe ritirarsi, vuole ritirarsi, e talvolta lo fa; ma anche quando lo fa, torna sempre indietro per fare quello che deve. E non si tratta solo di forza di volontà o di abnegazione -semmai, a muovere Johnny Blaze è la vendetta-, per compiere una decisione Johnny deve imporla sia a se stesso che al Ghost Rider. L’oscuro fuoco interiore che dà il potere di sconfiggere qualunque avversario, ma che con la sua oscurità minaccia anche il suo stesso braciere.
E alla fine di ogni storia, anche se i nemici sono cenere, gli impuri sono stati castigati e il sangue innocente è stato vendicato (cenere e sangue sono i mattoni e la calce di Ghost Rider), la maledizione non è spezzata e il bisogno non è estinto, perché il male, il peccatore, continua a correre sulla sua moto infernale. E per quanto gli siano state portate via l’anima e la vita, la sua identità gli appartiene ancora.

“Sono Johnny Blaze. Ghost. Lo spirito della vendetta. E vendetta sarà fatta.”

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