Il risveglio di Star Wars – parte II

Più passano i giorni, e più mi rendo conto che l’uscita di un nuovo episodio di Star Wars è davvero un avvenimento importante: io continuo a ripensare a quello che ho visto e a esaminare i dettagli per capirne di più, le persone con cui parlo o con cui mi confronto su Internet fanno lo stesso, e in tutto questo, si sente la forte passione di quasi tutti per questa storia, i suoi personaggi e la sua colonna sonora.
“Il risveglio della Forza” mi è piaciuto per come ha mostrato la ciclicità di bene e male, come dicevo nel post precedente. Mi è piaciuto vedere quel marchio di fabbrica di Star Wars nell’inquadrare le varie razze aliene e le loro peculiarità, perché, me ne sono reso conto adesso, questa saga è bella anche perché il suo universo è tanto vasto quanto la nostra fantasia, e si trovano ogni volta manifestazioni dell’incredibile facoltà creativa della mente umana.
Mi è piaciuto il suo potere visivo nel mostrare i combattimenti nello spazio.
Mi piace il modo in cui tutto quello che accade non sia finalizzato a se stesso, ma abbia una possibilità illimitata di rimandi ad altro -e questa saga è famosa per la sua tendenza a citare continuamente se stessa.
Infine, il film mi piaciuto per i suoi personaggi, cui questo post è dedicato.

Kylo Ren è certamente quello di cui si parla di più. La mia aspettativa, però, è stata in parte delusa.
Quando ci si entusiasma per un antagonista, è perché quel personaggio emana potere, oscurità, una forte volontà, uno stile visivo che affascina, o almeno un certo rispetto. Questo è quanto pensavo avrei trovato in Kylo Ren, dato che il suo aspetto contiene tutto quello che richiama in mente la parola Sith, mantello nero, cappuccio, spada laser rossa resa ancora più bella dalla guardia a croce, e maschera, come Darth Vader e come quel Darth Revan (che potete vedere qui) del videogioco “Knights of the Old Republic” al quale somiglia un po’. Invece no. È fatto così per suggerire di essere tutto questo, perché vuole che chi lo vede pensi questo, ma non lo è. Si tratta in realtà di un ragazzo ossessionato dal Lato Oscuro e dalla figura di Darth Vader, anche perché suo discendente, che imbocca il cammino per divenire quello che parrebbe un Sith (va chiarito cosa siano i “cavalieri di Ren” citati nel film), ma che non l’ha ancora completato e non è nemmeno deciso.
Vorrei essere sincero, quando l’ho visto accendere la spada laser per sfogare la sua frustrazione su oggetti inanimati mi è un po’ crollato il mito che mi ero creato in tanti mesi di attesa, e se adesso la penso in maniera diversa è per aver sentito o letto le opinioni di altri e averci riflettuto. Ma mi sono presto reso conto a mia volta che si tratta di un personaggio molto interessante e soprattutto estremamente complesso e ben costruito: è in divenire, inquadrato durante una fase di un’evoluzione ancora incompiuta; quella scena di rabbia evidenzia la morsa che ha su di lui il Lato Oscuro, il lasciarsi dominare dalle emozioni senza neanche provare a controllarle. La maschera deriva proprio dall’emulazione di Darth Vader, perché da parte sua non ne ha bisogno (ma essa lo rende inquietante e misterioso agli occhi dei nemici, e a me piace, quindi questo non lo condannerei; Darth Revan portava una maschera per motivi ideologici, questo caso non è troppo diverso). E l’aspetto più interessante è il suo conflitto interiore: come hanno scritto un po’ tutti, se siamo abituati a vedere buoni tentati dal Lato Oscuro, è senza precedenti un cattivo “sedotto” dal Lato Chiaro della Forza; benchè propenda decisamente a favore del primo, arrivando a commettere davvero il patricidio in quella che finora considero, insieme alle azioni di Anakin ne “La vendetta dei Sith”, la scena più traumatica dei sette film, resta da vedere dove lo porterà questo conflitto. Certo il suo atto lo ha confuso e indebolito, ma dopo aver rivisto Episodio III ho realizzato una cosa: lui voleva diventare come Darth Vader, e Ben Solo non poteva farcela; è dopo avere ucciso suo padre e aver ricevuto un marchio sul volto (come quello di Anakin) che può riuscirci, cioè dopo aver inquinato la sua natura ed essersi corrotto, come Anakin. In altri termini, non si può diventare come Darth Vader senza aver provato il dolore e il male che hanno creato Darth Vader.

La bellezza di questo personaggio è che tutti vorremmo essere Kylo Ren, il guerriero col mantello nero e la spada fiammeggiante, ma nessuno vorrebbe essere il ragazzo sotto quel mantello.

Finn è un bel personaggio. Nato per fare una e una sola cosa, riesce autonomamente, magari grazie anche all’assaltatore che gli muore davanti all’inizio del film (e con cui forse aveva parlato in precedenza), a prendere le sorti del proprio destino e a cambiarlo, scegliendo di scappare e aiutare Poe a fuggire perché quello che più gli interessa è “la cosa più giusta”.
La sua crescita inoltre non si ferma lì, perché se in un primo momento vuole solo fuggire e allontanarsi dal Primo Ordine, resta e rischia la vita (è da vedere quanta gliene sia rimasta) per andare a salvare Rey dopo che è stata rapita.
Ho sinceramente apprezzato l’evolversi delle sequenze iniziali del film: la sua reazione scioccata durante il massacro su Jakku, lo svilupparsi in lui di decisioni autonome con un crescendo ben costruito, prima smarrimento, confusione, poi la scelta di non sparare ai prigionieri, la ribellione del togliersi il casco, fino all’atto di tradimento, la liberazione di Poe Dameron; il dialogo fra i due, colto in quest’ottica, è davvero un bel momento: Finn comincia a parlargli con l’idea di rassicurarlo mentre gli spiega la situazione, ma è invece Poe a rassicurare lui, nel vederlo spaesato, dicendogli “Ce la faremo”; durante la fuga, il momento in cui Poe gli dà un nome, le reciproche lodi sulle abilità di uno nel pilotare e dell’altro nello sparare, sono momenti in cui il clima narrativo è piacevole.
Attraverso questi due personaggi vengono rimescolate le carte di quelli vecchi, perché il ruolo di Han Solo, che in ogni caso domina buona parte del film, è diviso, a Finn è affidato il lato umoristico, lo smaltimento della tensione, mentre a Poe l’eredità di “miglior pilota” e di eroe sfacciato tipicamente americano (“Chi parla prima, parli tu, parlo io?” “Non riesco a capirti con tutto quel..apparato…”).
Di certo, nei trailer, Finn con la spada laser in mano mi sembrava fuori posto. Più qualcuno che stesse facendo come i Jedi, che un Jedi. Non vedevo tracce del mio ordine monastico militare fantascientifico preferito e fra me e me speravo fosse in programma l’aggiunta di un nuovo cavaliere nei prossimi film. Invece, ho trovato qualcuno che potrebbe persino diventare il migliore fra loro.

Cercate qualche intervista: John Boyega, l’attore che interpreta Finn, fa morire dalle risate anche normalmente.

Rey è il personaggio che mi è piaciuto di più in tutto film. La prima scena che la mostra è una delle migliori, e il suo tema musicale il più bello della colonna sonora di questo episodio; mentre lo si sente, si apprende che ha vissuto, idealmente per tutta la vita, arrampicandosi nei relitti delle astronavi, prendendone i pezzi, girando per il deserto di Jakku e vendendoli per ottenere esigue razioni di cibo (il cui prezzo triplica nel giro di una settimana), trascorrendo tutto il suo tempo da sola a segnare i giorni su una parete, in attesa che la sua famiglia tornasse a riprenderla. Che sia una Skywalker o meno, è decisamente più avanti del Luke con cui si fa conoscenza all’inizio di “Una nuova speranza”, perché non ha potuto contare nemmeno sull’appoggio di una famiglia, e in compenso ha dovuto imparare a difendersi dai brutti ceffi con cui aveva a che fare. E ci è riuscita alla grande. (E per chi volesse obiettare “Sa fare troppe cose!”: Anakin Skywalker costruiva droidi e vinceva gare con gli sgusci a 12 anni!) Il resto del film la vede migliorare sempre di più, imparando a pilotare il Millennium Falcon e a usare la Forza. “Come fa a riuscire a pilotare subito una nave come il Falcon?” Vent’anni a ispezionare astronavi la insegneranno pure qualcosa. “Come fa a padroneggiare così la Forza?” A questo ci arriviamo tra poco.
Certamente la sua evoluzione avviene in modo un po’ repentino, e una delle maggiori critiche riguarda proprio questo, il fatto che sia riuscita a resistere all’attacco mentale di Kylo Ren, a rivoltarglielo contro, a controllare mentalmente un assaltatore dopo qualche tentativo, e, infine, a vincere nuovamente contro Ren nel duello con la spada laser.
Molti però non considerano un dettaglio, e cioè, proprio l’essere cresciuta in quel desolato Jakku: lì ha imparato, essenzialmente, a sopravvivere e ad adattarsi, e se non ci fosse riuscita probabilmente sarebbe morta. Inoltre, una scena mostra chiaramente che combatte molto bene con il bastone, ne deriva che, per quanto non addestrata con una spada laser, abbia idea di cosa fare quando ne trova una. Anche perché, nelle prime fasi del combattimento, è palesemente in difficoltà e riesce solo a difendersi; l’elemento che cambia le sorti è il momento in cui, sentendo Ren che parla della Forza, Rey chiude gli occhi per alcuni secondi, per poi riaprirli e ribaltare le sorti dello scontro. Concentrandosi nella Forza, usando la Forza (“usa la Forza Luke!”) riesce a prevalere su un avversario stordito, ferito e confuso. Quando sarà stata addestrata, credo diventerà forte almeno quanto i due protagonisti precedenti. Il suo uso della Forza non è immediato, la prima volta non riesce a respingere Ren, la seconda ci riesce gradualmente, impiega un paio di tentativi per comandare lo Stormtrooper e, come ho detto, sconfigge Kylo dopo un momento di concentrazione. Impara rapidamente a fare le cose perché ne ha avuto bisogno su Jakku.
Inoltre, se prestiamo fede a una teoria nella quale confido (anche perché l’ho formulata da me prima di vederla esposta anche da altri), prima di venire abbandonata su quel pianeta Rey stava già seguendo il tirocinio per diventare Jedi: ne deriverebbe che alcune cose le avesse già imparate, che la memoria le sia poi stata cancellata, magari da Luke stesso, per proteggerla da Kylo Ren, e che nelle situazioni di bisogno il suo brillante istinto riesca a recuperare qualcosa per aiutarla.
A tal proposito, per quanto scontato possa essere, non solo sono convinto che sia una Skywalker, e resterei un po’ deluso se non lo fosse, poco importa sentire Luke ripetere la frase “Io sono tuo padre”: sono legato a questa famiglia e alla sua storia (essenzialmente Star Wars è la storia della famiglia Skywalker), e nel momento in cui fosse davvero figlia di Luke sarebbe come quando ci si trova davanti al figlio di un vecchio amico e, memori del rapporto con quel vecchio amico, si prova un’istintiva benevolenza verso il figliolo. Ecco, Rey mi  piace a prescindere, ma se così fosse mi piacerebbe anche di più.

Quello che ho scritto sotto l’immagine di Kylo Ren riguardo a “bellezza di questo personaggio”…ecco, qui non serve.

Alla fine del film, ero sinceramente emozionato per questo personaggio, e per tutto il film l’ho seguita come “l’eroe” della storia, come gli Skywalker negli altri sei film, come il Corvo o Batman nei loro, piuttosto che come la bella di turno, la vittima bisognosa di aiuto che vedeva Finn in lei. Solo in seguito ho pensato al fatto che fosse anche una bella ragazza (poi ho cercato qualche informazione sull’attrice, Daisy Ridley -questo è il suo primo film ed è stata bravissima– ed è stato amore a prima vista, ma questa è un’altra storia). Perché è innanzitutto una figura eroica, che appassiona, che ispira qualcosa e si fa seguire, e se avessi una mensola con le statuette di tutti i personaggi che mi piacciono, porrei la sua accanto a quelle di Obi-Wan, Anakin e Luke, di Geralt di Rivia, Dante, Aragorn e tutti gli eroi che ho ammirato nelle storie che ho conosciuto, piuttosto che su un’altra ipotetica mensola con le loro controparti femminili. Rey non è un oggetto del desiderio, come Padmè, o la principessa da salvare, come Leia, ed è per questo che ha impressionato molte persone. oltre a me e anche tante bambine che adesso la vedono come la loro eroina e indossano il suo costume.
Sono anche furioso per quello che sta accadendo col merchandise (in tantissimi set con i personaggi del film lei manca, e a prescindere da qualsiasi motivo NON si può fare NIENTE su un film mettendo i personaggi secondari ed escludendo il protagonista: quello che rappresenta Rey, qualcuno forse non l’ha capito).
E adesso sono pieno di attesa per sapere come si evolverà, cosa accadrà adesso che ha trovato Luke, chi sia lei in realtà; mi aspetto che diventi una Maestra Jedi, che usi tutti i poteri del Lato Chiaro in scontri all’altezza di quello fra Luke e Darth Vader o fra Obi-Wan e Anakin, e soprattutto voglio vedere la sua reazione alle situazioni sempre più difficili che si troverà ad affrontare; troverei giustizia poetica se lei, che mostra chiaramente di non aver bisogno di essere salvata, salvasse piuttosto Poe o Finn.

Menzione speciale va al grande TR-8R, che adesso è il re del web; un processo che per Boba Fett probabilmente ha avuto bisogno di anni per lui è stato quasi immediato. Proprio oggi Disney ha rivelato che il suo nome era FN-2199, ma per me resterà sempre TR-8R.
Il generale Hux è realmente un ottimo antagonista, il lato non avventato del Primo Ordine, pronuncia un discorso che non vedo l’ora di ascoltare in lingua originale, e accentua il carattere di imitazione nazista della sua fazione: l’Impero era chiaramente ispirato al regime nazista, ma lo era in maniera meno palese, con citazioni e rimandi sparsi. Qui invece, questo ti viene schiaffato in faccia, e tradisce, forse, una scarsa attenzione.
Per Phasma ci sono rimasto male, perché sapendo che sotto quell’armatura c’è Gwendoline Christie, la Brienne di Tarth di Game Of Thrones, mi aspettavo quasi che gettasse i ribelli per aria senza neanche usare le armi, e invece si è rivelata, finora, ancora più incompetente di uno Stormtrooper normale.
Il Supremo Leader Snoke naturalmente è un punto su cui soffermarsi più a lungo. Penso che tutti o quasi tutti conoscano ormai la teoria che vedrebbe il lui Darth Plagueis, il fu maestro di Darth Sidious, il quale parla di lui ne “La vendetta dei Sith” dicendo di averlo ucciso nel sonno: poiché viene detto fosse in grado di manipolare la Forza (c’è qualcuno che crede ancora ai midi-chlorian?) al punto tale da controllare la vita e la morte, sarebbe plausibile che non sia morto davvero, e che magari abbia impiegato i circa cinquant’anni che intercorrono fra l’episodio III (quando Sidious afferma che Plagueis è morto) e il VII per tornare alla vita, non esistendo di fatto in quel lasso di tempo e quindi non violando la regola dei Due, per la quale non possono esserci più di due Sith attivi. Va da se, in ogni caso, il fatto che la regola dei Due sia semplicemente una convenzione imposta dai Sith a se stessi, e non un limite realmente avvertito.
Contro questa teoria, oltre alle smentite degli autori del film e dello stesso Andy Serkis che lo ha interpretato col performance capture (adesso potrà vantarsi di essere stato presente sia nella Terra di Mezzo, che in Star Wars, che nell’universo Marvel!), vi sarebbe l’appartenenza di Plagueis alla razza dei Muun, dai tratti ben diversi rispetto a quelli di Snoke. Ma, mentre l’esistenza di Plagueis è canonica, lo è anche il fatto che appartenesse a quella razza?
Se fosse davvero Plagueis, ciò darebbe una forte coerenza interna all’intera ennalogia, con il maestro del maestro che torna a rappresentare il Lato Oscuro. Se così non fosse, inoltre, si potrebbe percepire quasi come un’intrusione, l’arrivo di un maestro del Lato Oscuro dall’aspetto così antico ma mai visto prima.

“Chewbe, siamo a casa.”

Il ritorno di Han Solo e Chewbecca è ancora meglio delle aspettative, perché non sono solo delle comparse, come si potrebbe dire di Leia o di C3-PO, ma dominano buona parte del film e mentre la dominano catturano l’attenzione. È emozionante vedere il miglior pilota della galassia fare non solo quello che faceva prima (cioè imbrogliare, non pagare i debiti e rischiare la vita), ma aggiungere a questo i consigli e l’esperienza di un padre. Un padre che ha fallito col vero figlio, che in qualche modo lo diviene per Finn e soprattutto per Rey (la scena in cui le dà il blaster e le propone di pilotare il Falcon non è solo un passaggio del testimone, è un atto di stima che, se lo si immagina rivolto alla figlia di un amico intimo, emoziona ancora di più), e che, nella scena straziante della sua morte, rimane in ogni caso padre fino alla fine, con quel dettaglio della carezza al volto del figlio che sembrerà scontato, ma per me è molto profondo.
Il mio pensiero, dopo aver registrato quell’evento, è andato a Chewbe: come farà a guidare ancora quella nave senza l’amico con cui ha viaggiato per tutti quegli anni? Vederlo accettare Rey come co-pilota con un sorriso un po’ rasserena, ma ogni tanto penso al povero Wookie e la tristezza mi assale.
Quanto a Leia, tralasciando i pietosi commenti di certuni che hanno affermato che Carrie Fisher “è invecchiata male”, magari non sapendo nemmeno cosa le è successo in questi trent’anni (e comunque non è vero), rattrista vederla di nuovo organizzare una resistenza militare, per giunta dopo aver perso un figlio, e poi perdere anche il marito.
Rivedere C3-PO (l’inquadratura in cui appare è azzeccatissima) ed R2-D2 naturalmente è sempre emozionante, ma lo è anche il fatto che sia stato aggiunto un nuovo droide e questo droide abbia conquistato subito il pubblico. BB-8 è adorabile, estremente espressivo, ha la lealtà e molte altre qualità di R2 ma è stato fatto apposta per essere ancora più tenero di lui (e non è da poco).
Maz Kanata. Chi è costei? Se ha diretto “un abbeveratoio” per oltre mille anni deve aver vissuto più di Maestro Yoda, del quale in teoria ha ereditato il ruolo. È un tipo su cui urge sapere tutto, cosa abbia fatto in tutti questi anni, perché conosca la Forza, perché la spada di Luke ce l’avesse lei. E poi, perché un personaggio così potente gestisca una taverna.
Così come urge sapere chi fosse l’anziano interpretato da Max von Sydow all’inizio del film su Jakku. Perché aveva lui il pezzo mancante della mappa? Conosceva Kylo Ren e la sua storia, e soprattutto parlava anche lui della Forza e dei suoi lati. Sembra che facesse parte di una cosa chiamata “chiesa della Forza”. Cos’è questa chiesa?
Infine, l’apparizione di Luke in conclusione: contestatissima, è per me una scena eccezionale, perché il suo sguardo grave, combinato con quello supplice di Rey, trasmette e suggerisce un’infinità di cose. Certo, anch’io voglio sapere che cosa dirà, ma dopo un film intero incentrato sulla ricerca di Luke (che compare per così poco ma del quale si parla così tanto), dover aspettare ancora per il suo ritorno sarebbe stato anche troppo.

Ok, questo post è lungo il doppio dell’altro, e pensare che l’avevo diviso apposta. Avevo detto che il film mi è piaciuto, ma più ci penso, ci rifletto, riascolto la colonna sonora, e mi rendo conto che è inesatto, ho adorato questo film. Con tutte le somiglianze che vogliamo con l’episodio IV, è stato in qualche modo rivoluzionario. Almeno per me, per le riflessioni che mi ha indotto.
Ho già formulato teorie e interrogativi, ma ce ne sono molti di più. Certamente i prossimi post saranno dedicati ad altri argomenti, ma la verità è che, finché non uscirà l’Episodio VIII (maggio 2017), non farò che pensarci e tormentarmi nell’attesa. Chapeau per J.J. Abrams, il cast, il signor John Williams con le sue composizioni e tutti coloro che hanno lavorato al film, Star Wars è tornato col botto e, vada come vada per l’avvenire, per adesso, in questa frazione del flusso del tempo, il suo ritorno mi rende felice.

2 risposte a "Il risveglio di Star Wars – parte II"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...