La magia del Natale

Nel generale, e legittimo, sentimento di eccitazione per Star Wars -ancora maggiore per chi l’ha visto, data la quantità di interrogativi che la sua visione ci pone di fronte- abbiamo avuto meno degli altri anni la possibilità di pensare al Natale. Ma prima che le campane suonino a festa e il vecchio sulla slitta prenda il volo, l’Anima del Mostro vuole dire cosa ne pensa del Natale.
Anche perché, con rammarico, con paura, con disgusto, si rende conto di come anche una cosa come il Natale, in quest’epoca marcia, debba essere criticata e messa in discussione da esseri umani di dubbia…ebbene, di dubbia umanità.

Riflettiamo sulla parola “Natale”. Non suscita un sentimento luminoso? Luce, luci colorate, allegria, dolcezza, calore, colori come il rosso, il bianco, il verde. Non suscita qualcosa di buono?
Non ci sono altri eventi per i quali le città cambino il loro aspetto allo stesso modo, luci ovunque, insegne, grandi alberi addobbati. È uno dei pochi riti ancora praticati da una società che dei riti si sta a poco a poco sbarazzando, e se riesce a sopravvivere è perché questo rito ha un grande potere. Ma come reagiscono le persone al suo potere?
«Si tratta di una festa consumistica!»
«Ma nasce per un motivo religioso!»
«Lo Stato dovrebbe essere laico!»
«Le radici dello Stato sono cattoliche!»
«Le radici del Natale sono pagane!»
E addio magia.

Il problema della magia non sta tanto nel fatto che la gente non ci crede, quanto nel fatto che crede di non averne bisogno.
Si crede di più che le cose, a un certo punto, siano troppo vecchie e vadano buttate. Se una cosa è così vecchia, non può rispondere alle esigenze della modernità.
Certo, l’atmosfera natalizia è più sentita dai bambini. È intorno a loro che ruota tutto: si può dire che la storia di Babbo Natale, nata intorno alla figura di San Nicola ed evolutasi per rimanere sempre credibile per i bambini delle varie epoche, sia il perno intorno al quale ruota la moderna concezione del Natale. È invece una seccatura per i grandi, dato che loro devono comprare tutti quei regali e spendere tutti quei soldi.
Ma si tratta davvero di spendere dei soldi e basta? Si tratta davvero dei bambini e basta?
Io sento invece che si tratta di qualcosa di più: un momento in cui riponiamo fiducia nella spiritualità, in cui proviamo a pensare che la nostra realtà, fisica e contingente, non sia tutto e non sia la cosa più importante, che ci sia un piccolo spazio al di fuori di essa, indipendente, in cui i nostri sentimenti hanno un valore e in cui ci rendiamo conto che le cose che immaginiamo sono belle e ci importano, e anche se non possiamo dire che esistono esse vivono in noi ed è bello che sia così. I nostri desideri, il nostro amore per i cari, questo è il Natale. E chi volesse obiettare perché non sopporta le riunioni con la famiglia, ebbene, i suoi particolari problemi familiari non significano che tutte le famiglie del mondo siano problematiche.

Per me, il Natale non ha perso la sua valenza religiosa, è una delle festività più importanti del cristianesimo e lo festeggio perché riguarda qualcosa di basilare in una concezione del mondo che è anche la mia. E per quanto sia vero che parte dei suoi rituali derivi dalla festa di Yule del mondo celtico e germanico, e si ricolleghi ai Saturnalia della civiltà romana, -tolto il fatto che si è semplicemente sovrapposto ad essi, ma nasce per motivi diversi e nasce in epoca abbastanza antica-, è un dato di fatto che abbia continuato a esistere per secoli e secoli fino a giungere a noi, mentre per tante tradizioni antiche non è stato lo stesso.
Il Natale, adesso, ha un valore che si è consolidato e ci riguarda, anche volendone mettere in discussione le origini. È parte integrante della nostra cultura, ed è una tradizione, non importa come è nata (o meglio, importa eccome, ma non è un motivo per abbandonarla), conta di più quello che è diventata.

È quasi il momento, il vecchio si è seduto sulla slitta e Scrooge sta avendo degli screzi con i suoi fantasmi. Non posso andare oltre, o questo post  apparterrà al Natale passato e non a quello presente.
A tutti, indistamente, un lieto, bianco, rosso, verde, e santo, buon Natale.

2 risposte a "La magia del Natale"

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