Il Metal è catarsi

Per due giovedì non ho pubblicato post.
In realtà due settimane fa ne ho pubblicato uno di sabato, perché sabato era Halloween.
La settimana scorsa, invece, non l’ho fatto per impossibilità oggettiva, ma non me la passavo certo male: ero in viaggio, e quella sera mi trovavo a Bologna per assistere a un concerto Metal con i controfiocchi.
Ho deciso perciò di dedicare questa settimana ad introdurre bene l’argomento Metal, che sarà abbastanza ricorrente nell’Anima del Mostro.

Cominciamo dal chiarire perché mi piace questo genere, e ancora di più, perché, prima di scoprirlo, non avevo nemmeno il pensiero di ascoltare musica, mentre da allora ho cominciato a seguirla, a provare a studiare uno strumento e a fare parecchi chilometri per vederla dal vivo.
Conoscete i Black Sabbath? Certo che sì, tutti conoscono i Black Sabbath. Ebbene, su di loro sono sorte negli anni infinite leggende, ed una di queste vuole che, prima di fondare una band, Ozzy e gli altri fossero andati a vedere un film dell’orrore e all’uscita avessero commentato “Se la gente è disposta a pagare per spaventarsi vedendo un film, non potrebbe farlo anche per spaventarsi con della musica?”.
Che sia vero o meno, il primo Black Sabbath è un album che tuttora è in grado di mettere inquietudine, a partire dalle campane della canzone omonima a inizio disco.
Ora, lasciamo perdere il discorso dei soldi, perché questo è un genere col quale, io credo, se vuoi fare soldi non dovresti nemmeno cimentarti: i Black Sabbath ce l’hanno fatta, ma non è stato certo così per tutti. Parliamo invece della paura.

Il Metal è il genere musicale in cui più di ogni altro vive quel lato oscuro della realtà di cui parlavo nel post su Halloween: un genere che è nato parlando di storie horror, gotiche, di esoterismo, e sì, in diversi casi anche al satanismo, cosa che pregiudica l’intero genere per tantissime persone che lo riducono tutto a quest’unica faccia quando il realtà esso ne ha tantissime.
Il Metal è però anche il genere musicale in cui più di ogni altro vive anche un altro lato, che costituisce insieme a quello oscuro una delle Due Anime di questo blog, vale a dire il mito, la fantasia, la leggenda, il vagheggiamento di tempi lontani. Un numero impressionante e sempre in crescita di band o artisti singoli prendono ispirazione dall’opera di Tolkien per i loro testi o i nomi di canzoni, band, degli artisti stessi. Molti altri la prendono da Lovecraft, a cominciare dai Metallica. In effetti, credo che questo sia il genere che più degli altri trae spunto dalla letteratura, da Milton a Baudelaire a Dante, passando per il Kalevala finnico fino a Omero. Altre preferiscono parlare di filosofia, con Nietzche come massima influenza, o dedicare un intero album a Galileo, o trattare di scienza, fino ad arrivare a testi impegnati politicamente. E chi ha detto che non ci siano band che scrivono canzoni sulla loro religione?

Di tutto questo e molto altro, il Metal parla attraverso un codice espressivo che comprende tutto quello che posso amare, insieme a tante alternative possibili: la distorsione degli strumenti, naturalmente, è perché preferisco sentire una chitarra distorta ad una acustica che ascolto Metal -e quando entrambi gli strumenti si alternano o suonano insieme viene fuori qualcosa di ancora più grande- , il modo in cui si combinano tra loro, e ancora di più il modo in cui possono combinarsi con qualsiasi cosa, un violino, una cornamusa, un’intera orchestra. Poi per la voce: oltre al lirico, al falsetto, alle tecniche che tutti siamo abituati a sentire, i cantanti Metal ne usano altre, il cosiddetto cantato distorto o sporco; fondamentalmente si può ridurre a due concetti, il growl (ruggito) una voce cavernosa e gutturale, e lo scream (urlo), una voce sporca, alta, gracchiante. Di questi esistono vari tipi e contaminazioni, e al primo impatto rimangono tutti sconvolti se non disgustati. Nemmeno a me piaceva, all’inizio. Ma col tempo, e la comprensione, sono arrivato a preferire queste tecniche a tutte le altre, nelle canzoni di questo genere. Esse rappresentano quella stessa anima del Metal: qualcosa di altro rispetto alla realtà, nella realtà le persone non si esprimono ruggendo o strillando come dannati, ma ciò accade nel Metal perché esso va oltre la realtà, in quei reami dell’onirico e del surreale dove le regole sono completamente diverse. Questo cantato esprime una rabbia che altrimenti non si potrebbe esprimere, una disperazione, uno sfogo…è la voce della nostra anima quando si trova davanti l’abisso, ed è anche la voce che sale dall’abisso, poiché diviene interprete di tutte le forze oscure che permeano la nostra vita senza che le vediamo.

È sul concetto di sfogo che mi voglio soffermare: il Metal è uno sfogo, ed ha una funzione catartica.
Me ne rendo conto ogni volta che arrivo a un concerto e la band sale sul palco per esibirsi: il pubblico reagisce acclamando rumorosamente i musicisti, facendo il gesto delle corna che è divenuto un simbolo di questo genere (e del Rock più in generale), e ricorrendo, se la musica è pesante, al pogo, un ballo collettivo in cui ci si urta a vicenda, cercando di divertirsi senza farsi male.
Cosa rappresenta tutto questo, se non il recupero di una qualche forma di costume barbarico del passato (e già questo non sarebbe privo di senso)? Una reazione, al fatto che la nostra società ha assunto una forma che non ci piace più; una manifestazione, di un lato della nostra anima che ha bisogno di alzare la voce, di esprimersi liberamente, di farsi largo a spintoni, ma che non può farlo perché quella società richiede che tutti ci si comporti in un’unica, spersonalizzata, maniera; e poi una passione, perché il coinvolgimento che dà questa musica è tale che, almeno nella mia esperienza, è difficile frenarsi quando si ascolta qualcosa che riempie ed emoziona così tanto.

Non mi aspetto di convertire qualcuno al Metal, con questo post, ma di aver spiegato, questo volevo farlo. Il Metal ha meno fortuna in Italia rispetto ad altri stati (come pubblico, i gruppi italiani non sono secondi a nessuno), c’è un certo genere di mentalità molto diffuso che snobba completamente questo genere, che non prova nessun interesse, e ne consegue che non se ne senta parlare spesso: quando faccio menzione di questo genere con chi non lo conosce trovo perplessità e incomprensione. E credo che se lo si spiegasse nel modo giusto, molte più persone, anche senza apprezzarlo, capirebbero.
Se avete capito, provate ad ascoltare qualcosina qui di seguito: queste cose le ho sentite suonare dal vivo!
Eluveitie – Inis Mona
Epica – Martyr Of The Free Word
Ne Obliviscaris – And Plague Flowers The Kaleidoscope

2 risposte a "Il Metal è catarsi"

  1. Io ascolto altro genere di musica e fatico non poco a rapportarmi con il metal.Riconosco però,e tu lo confermi,la bellezza di certe scelte sonore.Mi inquieta la vocalità ma tu ne hai spiegato bene gli intenti.Sul satanismo non mi esprimo perché è una realtà lontana ma mi auguro che ragazzi come te se ne stiano alla larga

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  2. Ribadisco, è solo una faccia, che oltretutto nella stragrande maggioranza dei casi è usata con gli stessi fini con cui vengono fatti i film o i romanzi dell'orrore, oppure ancora come simbolo di ribellione (l'eterno contrasto fra la generazione nuova e quella vecchia di cui la nuova rigetta i valori) o di un messaggio intellettuale (come fece lo stesso Baudelaire). Ciò detto, io personalmente sono cristiano.

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