Primo post – Il blog delle due anime

Vedui’ il’er, saluti a tutti!
Dopo la premessa del post precedente, quello che ho chiamato post 0, ha qui inizio il vero e proprio blog L’Anima del Mostro. Dato che nel post 0 è spiegato il significato di questo nome, passerò a dettagli più specifici su quali saranno gli argomenti, e soprattutto sul perché.
Questo blog nasce dal mio desiderio di condividere, in uno spazio online personalizzato secondo il mio gusto personale, riflessioni e analisi sulle cose che mi piacciono. Devo aggiungere che in tutta onestà il poter scegliere l’aspetto estetico del mio blog è uno dei motivi principali per cui ho deciso di aprirlo, e che questo aspetto, che potrebbe sembrare frivolo, fa una grande differenza, perché significa porre l’accetto sull’estetica e sul senso della bellezza (soggettivo, per carità), e quindi sulle cose che il senso comune ritiene futili e che saranno al centro di questo sito.

Un’altra idea che avevo in mente per dare un nome al mio blog era “le due anime”, un concetto che ho realizzato in tempi recenti e sul quale continuo a riflettere nel tentativo di conoscere meglio me stesso: “due anime” si riferisce al fatto che le cose che mi piacciono (la maggior parte di esse) mi piacciono perché possono essere ricondotte a due categorie, due criteri che stabiliscono i miei gusti, che possono poi anche coincidere, intersecarsi, e dai quali comunque è esclusa una piccola percentuale degli argomenti che mi piacciono e che tratterò, poiché soltanto un Sith vive di assoluti: uno è quello per la grandezza, per la magnificenza, per l’epica; le grandi storie che riguardano non un solo individuo ma tanti, che trasmettono valori umani, che provocano un senso di piccolezza nello spettatore che osserva i colori dell’epos, che ascolta storie di grandi battaglie e il suono delle marce trionfali.
Da quest’anima deriva la passione per la narrativa fantasy, per la mitologia e per i poemi epici, e delle due anime questa è quella che ha più spazio, la prima inter pares.

The Keep di Richard Dorran, da deviantArt,  http://richarddorran.deviantart.com/art/The-Keep-334878354

La seconda anima invece è quella che ama, più di ogni altra cosa, l’oscurità e le tenebre, il fatto che ogni cosa abbia un’ombra, ed è portata a preferire quell’ombra al corpo che la proietta, a prediligere la versione oscura di qualcosa alla sua versione non oscura. Ama il cupo, l’inquieto, la lirica piuttosto che l’epica, lo spleen tormentato del poeta chiuso in un locale ombroso, riunito a corte con i propri demoni interiori, il silenzio cimiteriale o il fragore delle onde contro la scogliera notturna. I suoi colori sono quelli della notte e dell’introversione.
Da quest’anima deriva la passione per la narrativa dell’orrore e quella gotica, per la poesia lirica romantica e decadente. Benché sia seconda per importanza, mi caratterizza più dell’altra, dato che il mondo dei draghi e delle guerre con la spada è lontano nel passato, mentre quell’abisso oscuro sul fondo dell’animo umano c’è sempre stato e in quest’epoca, forse, è addirittura più profondo.

Questa immagine è presente su così tanti siti che stabilirne l’origine è pressoché impossibile.

Naturalmente le due cose non si escludono: chi ha letto il “Beowulf” concorderà sul fatto che il passo in cui Grendel esce nottetempo dalla sua palude per entrare nella reggia di Heorot sia decisamente cupo, e che anche nella poesia cimiteriale – il carme “Dei sepolcri” di Foscolo – ci sia spazio per il ricordo della grandezza e dell’epos. Nel caso del Romanticismo e della letteratura gotica, poi, le due componenti di cui ho parlato sono le due facce di Giano, perché quella sensibilità artistica vedeva nello stesso desiderio di infinito, il Sehnsucht, sia il Medioevo fiabesco che quello oscuro di “Notre-Dame de Paris”.
Per cui il Romanticismo per me è il perfetto punto d’incontro tra le due anime.
Il secondo è il Dark Fantasy, quel genere di fantasy che si riscontra in romanzi come “Elric di Melnibonè” di Michael Moorcock (anche nella saga “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di George R. R. Martin, dove però è un discorso più complicato e magari scriverò la mia idea al riguardo in un altro post), film come “Il labirinto del fauno” di Guillermo Del Toro, e videogiochi come “Dragon Age” e “Diablo”.

Le due anime, dunque, trovano dei punti di riferimento nei miei scrittori preferiti.
Il mio scrittore preferito, e in generale il mio primo punto di riferimento per quello che riguarda gusto letterario, stile e pensiero, è J. R. R. Tolkien. In effetti, la sua opera e il suo pensiero ricorreranno spesso in questo blog. Il secondo scrittore credo sia Martin. Dopodiché c’è H. P. Lovecraft.
Tolkien e Lovecraft, entrambi creatori di un particolare sottogenere nell’ambito del fantasy e dell’horror, sono i riferimenti letterari delle due anime. Autori che hanno creato mondi pieni di sfumature e dei quali molto non è ancora chiaro, e dei quali molto ammetto di dovere ancora leggere.
Dunque il blog parlerà innanzitutto di letteratura.
Parlerà anche di fumetti, i pochi che seguo attivamente: si tratta delle storie degli eroi oscuri, gli antieroi, personaggi la cui estetica e la cui morale non è positiva per nulla, che vivono drammi umani molto più sentiti e che compiono in contesti cupi e malefici azioni che hanno il sapore dell’eroismo.

Le due anime trovano terreno, poi, nel mondo videoludico. Per molti versi, o forse solo per un’esperienza non sufficiente causata da un’impressione di ripetitività, ritengo che, nelle produzioni degli ultimi anni, il livello del fantasy sia più alto nei videogiochi che nella letteratura, con The Elder Scrolls, Warcraft e Dark Souls che hanno creato mondi secondari, come avrebbe detto Tolkien, che ritengo secondi soltanto al suo.
Analogamente, ci sono splendidi titoli oscuri/gotici/dark (parola che racchiude tutti i significati che vorrei esprimere) come la serie The Darkness. E ci sono giochi che uniscono alla perfezione i due criteri, come Darksiders o Castlevania: Lords Of Shadow.

Le due anime determinano i miei gusti musicali. E come il Romanticismo è la corrente letteraria e artistica in cui entrambi gli spiriti si manifestano, così il Metal è il genere musicale in cui avviene lo stesso.
Il Folk e il Viking Metal parlano di miti e guerre, il Gothic e il Doom di oscurità e di morte, e il Black Metal è il genere in cui le due anime coesistono ancora di più, con sottogeneri votati ora alla ricerca del passato, del furore guerriero e dei miti scandinavi (o di quelli del Silmarillion), ora all’introspezione e alla rivelazione del male che vive nell’uomo. Ma come testimonia la copertina qua sotto, nella mia collezione di dischi non mancano anche generi diversi come il Death.

Blackwater Park degli Opeth (2001)

Qualche volta parlerò di arte. Di gusto, di bellezza e di sublime.
Qualche altra volta, parlerò di filosofia. Si può andare alla scoperta del mistero dell’animo umano anche senza gli strumenti della filosofia, ma sarebbe come scendere da una montagna coperta di neve senza sci e nemmeno degli scarponi.
Scriverò di quello che mi piace e a cui dedico il mio tempo e la mia energia, cose che vedo non come passatempi, come materiale per riempire i buchi lasciati da cose più importanti, ma come le basi, come quello che per me viene prima del resto e senza il quale non mi interesserebbe farlo; come l’anima che dà senso alla vita. Perché in quest’epoca dove l’arte è penalizzata, la filosofia non conta, la fantasia è distrazione, l’orrore è la realtà e molte delle cose che ho elencato sono concepite come strumento di guadagno e non come fine, io credo ancora in queste cose e le pongo al di sopra della gretta visione materialistica in cui quello che riempie lo stomaco e il portafoglio vale più di quello che riempie la testa e il cuore. Ho ancora il desiderio di dar voce a quello che avrebbero detto gli uomini di altre epoche, o che direbbero gli uomini di altri mondi se potessero dircelo.

Pubblicherò un articolo a settimana di giovedì, o almeno questa è l’idea iniziale. Perché il blog crescerà e si evolverà, e scrivendo quello che scrivo adesso non posso prevedere tutti gli esiti. E se chi leggerà non troverà quello che gli interessa fra gli argomenti che ho elencato più in alto, che non dimentichi questo blog automaticamente, perché i post saranno più vari di quanto possa sembrare. Se poi, dopo tanto tempo, dovesse accorgersi che i suoi interessi qui non figurano completamente… ebbene, consideri che il mondo è bello perché è vario e può anche capitare di non concordare.

Pedo mellon, a minno. Dite amici, ed entrate.

Francis Stark

2 risposte a "Primo post – Il blog delle due anime"

  1. Bello leggere che ami ciò che riempie il cuore e la mente Concordo con te che la nostra società ha dimenticato i valori della Bellezza .Ti faccio i miei auguri per il tuo blog appena nato,mi incuriosisce

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